Come spiegare la crisi finanziaria ai bambini
La crisi finanziaria mondiale spiegata in modo semplice
MAJOR U.S. INDICES Dow Jones, New York Stock Exchange, NASDAQ
MAJOR U.S. INDICES Dow Jones, New York Stock Exchange, NASDAQ
L’outlook dell’economia è continuato a peggiorare in tutti i Paesi del G7. Lo rivelano gli ultimi dati Ocse . Il superindice dell’intera area Ocse risulta sceso in luglio di 0,7 punti su base mensile e di 5,2 punti sullo stesso mese del 2007. Tra i Paesi non-Ocse il ciclo è rallentato in India, mentre è migliorato in Cina, Brasile e Russia. In Italia: -1,9 punti su giugno e -5,9 punti rispetto a un anno fa.
Fra i paesi del G7, il superindice composito calcolato dall’Ocse (Clis) ha mostrato un calo di 0,2 punti su giugno e di 5 punti rispetto al luglio dello scorso anno. La peggiore performance è toccata alla Germania, dove l’indicatore ha subito una contrazione di 1,5 punti su base mensile e di 6,7 punti su base tendenziale. Segni negativi pesanti anche nell’Eurozona, rispettivamente -1,2 e -6 punti, in Giappone (-0,5 e -3,4 punti), in Gran Bretagna (-0,9 e -5,5 punti), Canada (-1,5 e -5 punti) e Francia (-1,1 e -6 punti).
Per quanto riguarda le principali economie non aggregate nell’Ocse, l’indice composito in Cina si è piazzato 1,3 punti sotto rispetto al mese di giugno (-1,4 rispetto a un anno fa), in India -1,5 (-5,5 pt), in Russia +1,8 (+5) e in Brasile +1,4 (+2,3).
Dopo un triennio entusiasmante, che ha portato la MIDAS FRANCHISING SRL da circa 10 ad oltre 250 affiliati, è arrivata l’ora dell’assestamento.
Come spesso accade per aziende in start up, la Midas, per esigenze di numeri, ha spesso chiuso un occhio sulla preparazione professionale dei neo affiliati.
Oggi, che i numeri ci sono, la MIDAS ha iniziato una virata poderosa verso la professionalità.
Neo affiliati , digiuni nel settore creditizio, dovranno obbligatoriamente frequentare una settimana formativa presso il Meeting Center MIDAS, dove riceveranno un’infarinatura su tutti i prodotti messi a disposizione.
Successivamente, i neo affiliati, potranno usufruire della consulenza fornita dai referenti delle Banche e delle Finanziarie convenzionate, oltre ai consigli del consulente d’area MIDAS.
In un momento in cui le Banche soffrono per crisi di liquidità ( vedi crisi dei mutui sub prime ) è necessario dimostrare loro che la rete dei mediatori MIDAS è una rete di professionisti, disposti, talvolta, a rinunciare ad una pratica pur di dare il “giusto” consiglio al cliente.
Il prossimo 10 Settembre si terrà, presso la Direzione Generale di Roma, l’incontro del comitato di sviluppo e gestione che delibererà una serie di modifiche operative per la rete.
Finita la prima fase, la MIDAS si avvia ad un assestamento che possa dare più credibilità agli Istituti alleati e maggiore assistenza alla clientela.
Gualtiero Piersanti
Sul mercato italiano si afferma sempre con maggior vigore il gruppo MIDAS, che con oltre 400 prodotti creditizi (prestiti personali, cessioni del V, mutui, leasing, ecc.) si pone all’avanguardia nel settore. Il gruppo opera con affiliazioni in franchising (il costo è ridotto), e quindi gli sportelli creditizi godono di una buona autonomia gestionale ed operativa. Le provvigioni sono tra le più elevate del mercato. Per info potete inviare una mail al Responsabile pr. Dott. Cono Di Sarli: cdisarli@finmidas.com.
A cura di: Elena Cenderelli
Banca-impresa. Dal finanziamento alla consulenza
Prezzo: € 18,50
In sintesi:
Argomenti trattati: dagli istituti di credito speciale agli intermediari specializzati; dal credito speciale alle particolari operazioni di credito; il credito agevolato e la politica strutturale nell’Unione Europea; attività di consulenza e assistenza delle banche a favore delle imprese: principali aree d’intervento; i corporate e investment banking: elementi di sviluppo e contenuti; l’attività di private equity e di venture capital; il ruolo degli intermediari finanziari nella quotazione delle imprese; le operazioni sul mercato del debito; le operazioni di cartolarizzazione; i project financing e alcune tra le principali forme di credito innovativo.
Autore: Votta Renato
Assegni e altri titoli di credito
Prezzo: € 22,00
In sintesi:
Il dato, che pure non tiene conto delle transazioni effettuate con la “moneta di plastica” (chi non possiede un bancomat o una carta di credito?), è un’espressione di quella “guerra al contante” che tanto piace alle banche (movimentare i soldi, costa, si pensi soltanto alle misure di sicurezza necessarie per il trasporto valori) e al fisco (scoraggiare i pagamenti in denaro significa contrastare efficacemente l’evasione fiscale). Il volume illustra le questioni proprie degli assegni e, più in generale, dei vari strumenti di pagamento. Oltre ai necessari spunti teorici, fornisce indicazioni e suggerimenti su come evitare errori, problemi ed eventuali frodi nell’emissione e nell’utilizzo dei titoli di credito. La trattazione è arricchita con numerosi esempi pratici e grafici ed è aggiornata alle importanti modifiche apportate dal D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231 in materia di trasferimento di denaro contante e titoli al portatore (normativa antiriciclaggio).
I due mercati principali per lo scambio di petrolio sono il NYMEX di New York e l’International Petroleum Exchange di Londra (IPE). Entrambi sono di proprietà americana. In entrambi, il prezzo del petrolio e la quotazione avvengono in dollari. Russia e Iran sono intenzionati ad aprire Borse locali in cui è possibile acquistare petrolio e gas in valuta diversa dal dollaro.
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L’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio meglio conosciuta come OPEC (Organization of the Petroleum Exporting Countries), fondata nel 1960, comprende attualmente dodici paesi che si sono associati, formando un cartello economico, per negoziare con le compagnie petrolifere aspetti relativi alla produzione di petrolio, prezzi e concessioni. La sede dell’OPEC, inizialmente stabilita a Ginevra, a partire dal 1° settembre 1965 è stata trasferita a Vienna.
Gli stati membri OPEC controllano circa il 78% delle riserve mondiali accertate di petriolio, il 50% di quelle di gas naturale e forniscono circa il 42% della produzione mondiale di petrolio ed il 17% di quella di gas naturale. Il petrolio viene esportato principalmente in Oceania (45% del totale delle esportazioni OPEC)[citazione necessaria], Europa occidentale (21,8%) e Nord America (21,5%). Il paese importatore più importante è il Giappone che, da solo, fornisce mercato al 26,1% delle esportazioni di petrolio proveniente dall’OPEC; gli Stati Uniti incidono per il 19,2% e l’Italia per il 5,4% (dati relativi al 2005, pubblicati dall’OPEC).
Bandiera dell’OPEC
Bandiera dell’OPEC
L’organizzazione parallela dell’ OAPEC (Organization of Arab Petroleum Exporting Countries), fondata nel 1968 nel Kuwait, si occupa del coordinamento delle politiche energetiche dei paesi Arabi parte dell’OPEC.
Questa tabella elenca i primi 10 Stati Produttori di Petrolio al Mondo nell’anno 2005:
| Classifica | Nazione | Quantitativo Milioni di ton. |
Percentuale sul totale. |
|---|---|---|---|
| 1 | Arabia Saudita | 492 | 12,7% |
| 2 | Iran | 456 | 11,7% |
| 3 | Stati Uniti d’America | 337 | 8,7% |
| 4 | Iraq | 203 | 5,2% |
| 5 | Russia | 192 | 4,9% |
| 6 | Cina | 174 | 4,5% |
| 7 | Venezuela | 153 | 3,9% |
| 8 | Messico | 151 | 3,9% |
| 9 | Canada | 146 | 3,8% |
| 10 | Nigeria | 129 | 3,3% |
| 11 | Resto del mondo | 1455 | 37,4% |
| Totale | 3888 | 100% | |






